Leonard Riggio, padre-padrone di Barnes & Noble, la più grande catena di librerie d'America, nel 2009 aveva messo a capo dell'azienda William Lynch, un manager delle tecnologie digitali (proveniente dagli «smartphone» della Palm) per traghettare l'«impero di carta» nell'era di Internet: dagli scaffali pieni di tomi agli e-book e ai tablet. Lynch è arrivato, si è rimboccato le maniche, ha preso un ufficio fuori dalla sede della società sulla Fifth Avenue proprio per sottolineare la svolta netta che intendeva imprimere all'azienda. E si è dedicato anima e corpo a sviluppare i nuovi business digitali, a cominciare dal Nook, il lettore che Barnes & Noble vende ai suoi clienti come alternativa al Kindle di Amazon. Quattro anni dopo ecco la svolta a sorpresa: Riggio vuole ricomprarsi l'azienda di cui oggi controlla il 30 per cento. Intende ritirarla dal mercato facendo un'offerta agli altri azionisti. Ma non vuole ricomprare tutto: solo le librerie «fisiche» e la rete di vendite online, ma non il Nook, che verrà ceduto separatamente. Cosa accade? Un'inattesa rivincita della carta sui byte? C'è chi lo spera, vedendo anche il miliardario digitale Hughes che riporta in edicola il New Republic o Warren Buffett che continua a comprare giornali locali nella provincia americana.