Carta e grafica, tra crescita e rallentamento

1 aprile 2019
Un anno "Giano Bifronte", così si è rivelato il 2018 per i settori della Federazione Carta e Grafica. Fatturato in buona crescita nei primi sei mesi (+4,7%), ma in forte rallentamento nella seconda metà dell’anno, a causa, soprattutto, dell'indebolimento del mercato interno.
L’anno si chiude comunque con un fatturato in crescita del 2,9%. Per il 2019 pesano diversi fattori, tra cui gli elevatissimi livelli delle quotazioni delle materie prime e il rallentamento degli investimenti in macchinari per il printing e il converting, finora sostenuti dal piano Industria 4.0. Coerentemente con il deterioramento del clima economico nazionale, la domanda interna (stimata dal dato di consumo apparente) dei prodotti/servizi realizzati dai tre settori rappresentati dalla Federazione (Industria delle macchine per la grafica e la cartotecnica, Industria cartaria e Industria grafica e cartotecnica trasformatrice) ha presentato dall’estate variazioni in forte attenuazione rispetto ai valori dei corrispondenti periodi 2017: dal +5,8% del primo semestre, al +3,1% del terzo trimestre e al +0,2% del quarto, chiudendo il 2018 con un +3,7%.
In tale contesto il fatturato complessivo, cresciuto a ritmi interessanti nella prima metà dell’anno (+4,7%), ha poi sensibilmente decelerato nel terzo trimestre (+2,6%) per evidenziare una battuta d’arresto nell’ultimo periodo (-0,4%), scontando gli effetti dell’inversione di tendenza evidenziata dal comparto grafico. Nel complesso dell’anno il fatturato complessivo dei settori rappresentati dalla Federazione si è attestato in prossimità di 25 mld €, con una variazione del +2,9% rispetto al 2017. Le vendite interne, da cui proviene oltre il 61% (61,5% nel 2017) del valore complessivo del giro d’affari dell’insieme dei settori, si sono attestate su 15,3 mld di € (+2,1% rispetto al 2017) facendo rilevare anch’esse rallentamenti in corso d’anno, fino al calo dell’ultimo trimestre (-2%). Più dinamica la componente estera (export) del fatturato, cresciuta del 4,1% in media d’anno, dopo il +5,7% dei primi 6 mesi.
Del rallentamento della domanda interna ha risentito anche l’import che, comunque, grazie agli sviluppi registrati nei periodi di maggior espansione del mercato nazionale, è giunto a coprire il 29% (27,9% nel 2017) della domanda interna. 

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