Carta, strumento imprescindibile per il mondo digitale

24 maggio 2017
L’Unione Industriale di Torino ha aperto il Salone Internazionale del Libro con la tavola rotonda “Carta e digitale: un’integrazione che sta nei fatti”. Relatori provenienti da settori differenti si sono confrontati sull’effettiva alleanza tra la carta stampata e il testo digitale.
Si è svolta il 18 maggio in occasione del Salone Internazionale del Libro la tavola rotonda “Carta e digitale: un’integrazione che sta nei fatti”, promossa da Unione Industriale di Torino, Associazione degli Industriali Grafici e Cartotecnici di Torino, Associazione degli Industriali Fabbricanti Carta di Torino e Associazione delle Industrie Editoriali di Torino, in collaborazione con Two Sides Italy, iniziativa che unisce la filiera della comunicazione su carta. Sono intervenuti il neuroscienziato cognitivo Davide Crepaldi, il direttore creativo Lorenzo Marini Group Lorenzo Marini e il creator e youtuber Daniele Selvitella aka Daniele Doesn’t Matter, moderati dal docente universitario e saggista Massimiliano Panarari.
Con circa 300 partecipanti di cui la metà studenti, i relatori si sono confrontati sulla rilevanza che la carta continua ad avere, nonostante la costante e quasi totale digitalizzazione della nostra epoca, sfatando i falsi preconcetti legati al suo impiego.
Secondo il neuroscienziato cognitivo Davide Crepaldi la carta vince: “Il web e la comunicazione digitale sono più d’impatto perché danno stimoli maggiori, infatti la quantità di informazioni che raccogliamo è molto elevata, anche perché tutti gli input di un monitor, seppur inconsapevolmente, hanno impatto sui nostri occhi e sul nostro cervello. È molto più difficile andare in profondità e concentrarsi se si hanno dei disturbi nella periferia del campo visivo. Sulla carta invece si decide cosa leggere e si riesce a concentrarsi di più”.
Il direttore creativo ed esperto di comunicazione Lorenzo Marini ha proseguito il discorso spiegando che il 70% degli articoli condivisi sul web non vengono aperti e viene letto solo il titolo, ma gli utenti li condividono comunque, per poi spiegare: “Il web è veloce, ma è superficiale. Tutto ciò che si legge nel web è leggero. Da una parte c’è il mondo solubile, dall’altro quello eterno. A noi piace un sacco la banalità perché ci garantisce un benessere nel mondo. L’impatto ci fa paura, in questo momento abbiamo bisogno di serenità. Vogliamo la carta perché ci da una certezza. La profondità ha più futuro della contingenza”. Poi, riferendosi in particolare all’Unione Industriale: “Secondo me la carta deve fare uno sforzo per dimostrarsi come testimone del tempo. Una cosa detta è un pensiero, una vibrazione che passa attraverso i polmoni, le corde vocali e nella carta diventa cosa concreata, concretizzazione del pensiero, la carta non è soltanto alberi tagliati. Adesso non serve più difendersi dicendo che la carta è sostenibile, serve un innesto per dire che la carta è meraviglia, profondità, eternità”.
Daniele Selvitella, youtuber e creator, sostiene che la carta può effettivamente dare un valore aggiunto alla comunicazione digitale, dando la giusta forma a quello che si crea: “Quando un personaggio pubblico arriva sul cartaceo, i numeri diventano certificati e gli conferiscono un vero valore, perché per la carta devi avere una vera raison d’être”.
Il presidente dell’Unione Industriale di Torino, Dario Gallina, è intervenuto per presentare la prima edizione del “Premio Carta 4.0”, assegnato al settimanale “Origami” per aver saputo coniugare in maniera originale, efficace e coraggiosa l’innovazione di forma e di contenuto con la carta, supporto materiale al pensiero ritenuto troppo frettolosamente statico e tradizionale.
Il saggista Massimiliano Panarari, moderatore dell’evento, ha dichiarato che “l’iniziativa riconferma, a dispetto degli apocalittici, come la carta e il digitale possano convivere con efficacia. Come ci insegna il mondo dei media, gli ecosistemi non ci cannibalizzano ma il grande sforzo creativo dei loro protagonisti – giornalisti e operatori – è quello di reinterpretarne il senso. Oggi ascoltiamo ancora la radio e domani sfoglieremo ancora i giornali”.

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