Editoria italiana, crescono le vendite e l’internazionalità

26 ottobre 2018
Si conferma l’uscita dal lungo periodo di recessione del mercato del libro, che nel 2017 ha registrato vendite per 2,773 miliardi di euro. Per il terzo anno consecutivo l’andamento risulta positivo. E per di più con un trend progressivamente crescente: +0,2% nel 2015; +1,2% nel 2016; +2,8% nel 2017 (escluso Amazon). Questi sono alcuni degli elementi evidenziati nel Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2018, a cura dell’Ufficio Studi dell’Associazione Italiana Editori.
Per il terzo anno consecutivo, e con tassi di crescita in aumento, il mercato del libro conferma la sua crescita con un +4,5% e 3,1 miliardi di vendite (compresa la stima AIE di Amazon). Un dato certamente positivo ma non ancora sufficiente per tirare il fiato, soprattutto quando si confrontano le cifre con quelle del 2011, quando il fatturato era di 3,2 miliardi (ma senza Amazon). Se consideriamo solo i canali trade che trattano il libro di varia nuovo (e quindi senza l’usato, l’export, l’educativo e Amazon, di cui abbiamo solo una stima) la crescita registrata nel 2017 si attesta a un +5% rispetto al 2016.
Crescono le case editrici attive
Sono 4.902 le case editrici che hanno pubblicato almeno un titolo nel corso dell’anno (+0,5% rispetto al 2016). Rispetto al 2010 sono attive sul mercato 755 nuove case editrici.
Nel 2017 le case editrici italiane hanno pubblicato 72.059 titoli (novità e nuove edizioni di varia adulti e ragazzi oltre ai titoli educativi, che sono 4.037; sono esclusi gli e-book), in crescita rispetto al 2016 (+9,2%). I programmi di impaginazione, i nuovi sistemi di stampa digitale e di confezionamento, la più agevole conoscenza dei mercati stranieri e le nuove leve autoriali rendono assai più facile l’accesso alla produzione e alla costruzione di un catalogo.
Segno + in tutti i macrogeneri
All’interno della varia (68.022 novità, +8,7%), crescono la fiction italiana e straniera (+9,6% compresa la narrativa Young Adult) e la non fiction pratica (manualistica: +4,9%); i libri per ragazzi, dopo la battuta d’arresto del 2016, segnano un +13,7%; la non fiction generale (saggistica) registra un + 1,9% e la non fiction specialistica (professionale) un +2%. Il catalogo di libri in commercio (i “titoli commercialmente vivi”) raggiunge 1,092milioni (+5,7%). Un ruolo importante nel mantenimento di un catalogo di titoli “vivi” lo si deve da un lato agli store di e-commerce, dall’altro alle tecnologie di stampa digitale che permettono all’editore di stampare anche poche decine di copie dei titoli di catalogo e di mantenere in commercio una parte più ampia della propria produzione di un tempo.
Digitale, non solo e-book
Gli e-book dal 2010 hanno una prima battuta d’arresto. La crescita continua ma è solo a una cifra (+ 3,2%). Il digitale nel suo complesso (e-book + servizi web + banche dati) rappresenta nel 2017 il 16,3% del mercato totale (il 12,6% nel 2016).
La vendita di diritti all'estero
Aumenta lo slancio dell’editoria italiana sul piano internazionale, con il peso dell’export in aumento (+6% nel 2017), con una crescente conferma della capacità di proporre e vendere diritti degli autori italiani sui mercati stranieri (+10,1% nel 2017) e di realizzare coedizioni internazionali, soprattutto nel settore bambini e dell’editoria illustrata. Risultati confermati come trend anche per il 2018. Tanto più che da anni assistiamo a un progressivo maggior peso, nel mercato domestico, dei titoli di autori italiani rispetto a quelli tradotti, con un 16-17% di titoli tradotti quando nel 2002/2003 erano il 23-24%.
“Siamo felici di questa crescita sul fronte internazionale – ha commentato il presidente dell’AIE, Ricardo Franco Levi – e di questa crescente conferma della capacità di proporre e vendere diritti degli autori italiani sui mercati stranieri”.
Stabile la lettura
I dati Istat dell’indagine quinquennale e i dati dell’Osservatorio AIE indicano una sostanziale stabilità della lettura, sia dei soli libri sia dei nuovi mix di formati e modi di leggere su dispositivi diversi.
L’Osservatorio AIE indica complessivamente in 29,8milioni (65,4%) i lettori che hanno letto almeno un libro, un e-book o ascoltato un audiolibro. Ad essi per la prima volta vengono aggiunti i lettori in età prescolare fino a 13 anni che sono l’82% della popolazione (6,7milioni). Cambiano le proporzioni tra chi legge solo libri (59%), solo e-book (5%) e chi crea un mix personale tra carta e digitale (36%).
Uno sguardo sul 2018
I dati mostrano un segno negativo compreso tra -0,2% e -0,4% a valore delle vendite. Effetto, in un quadro economico nazionale e internazionale, nuovamente in fibrillazione (+1,4% la previsione Istat del PIL 2018 contro il +1,5% del 2017), e delle inevitabili prime ricadute sui consumi delle famiglie (solo +0,1% nel secondo trimestre) in cui anche i consumi culturali vengono coinvolti. Si attende per fine anno, anche per questo 2018, una chiusura in territorio positivo dei canali trade nel loro complesso.

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