Le dinamiche del mercato del libro

17 ottobre 2019
Il mercato del libro internazionale attraversa una fase di sviluppo caratterizzata da un clima di assoluta positività. App mobili ed ebook non hanno avuto il boom che ci si aspettava un paio di anni fa. Resta il fatto che l’editoria è in continua evoluzione. Negli Stati Uniti, di recente l’ebook ha addirittura perso consistenti quote di mercato: il 10% in un solo anno.
Con l’avvento degli ebook, qualche scettico aveva profetizzato un futuro tutt’altro che roseo per il libro stampato. In alcuni segmenti i libri stampati hanno effettivamente perso quote di mercato. Negli Stati Uniti, il Paese con il tasso di penetrazione più elevato, la quota di ebook sul mercato generale si attesta sul 19% circa. Tuttavia, nell’arco di un solo anno il volume di vendita dei libri elettronici è calato del 10%. Sempre negli Stati Uniti, in base ai dati dell’ente americano Statista Research Department nel 2018 le vendite di libri cartonati e brossurati sono contestualmente aumentate di 8 milioni per un totale di 695 milioni di copie, un incremento che ha garantito al mercato editoriale un fatturato pari a 10,3 miliardi di dollari americani.
Nei prossimi anni, il settore dovrà occuparsi di nuove forme di generazione di contenuti e collaborazione, così come di modelli commerciali innovativi come la pubblicazione dinamica, con ripercussioni anche sulla produzione.

Regno Unito: aumentano le librerie
Gli Stati Uniti non vanno comunque considerati un caso isolato. Segnali assolutamente positivi arrivano anche dal Regno Unito, dove secondo il portale specialistico Print Monthly nel 2018 il mercato del libro ha registrato vendite per 191 milioni di copie (+0,3%), con un incremento del ricavato di 34 milioni di sterline (per un totale di 1,63 miliardi di sterline). Inoltre, la Booksellers Association ha evidenziato un aumento delle librerie indipendenti, in controtendenza rispetto allo sviluppo nel commercio al dettaglio.
In Germania e in Francia la quota di ebook si è stabilizzata ormai da molti anni tra il 6 e il 7%. App mobili ed ebook non hanno quindi avuto il boom che ci si aspettava. Anzi, stampa e digitale hanno fatto fronte comune Resta comunque il fatto che l’editoria è in continua evoluzione, una realtà che non è certo possibile ignorare. Ormai non è più necessario scegliere tra ebook e libro.

Eccesso di informazioni digitali
Il settore dovrà continuare a fare i conti, anche in futuro, con nuove forme di generazione di contenuti, collaborazione tra autori, case editrici e lettori, nonché modelli commerciali innovativi. E questa non è una novità.
La rivista economica “The Economist” ha recentemente definito le case editrici come un settore efficiente, duraturo e adattabile. Con un fatturato di 122 miliardi di dollari (fonte: Studie Bookmap 2017), il mercato del libro internazionale è grande tre volte l’industria musicale.
Alla base del calo registrato dalle vendite di ebook potrebbe esserci il burnout digitale cui siamo tutti esposti e al quale reagiamo rivolgendoci a oggetti tangibili, da poter maneggiare. Da uno studio di “Two Sides” del 2017 è emerso come il 72% dei lettori preferisca i libri stampati come mezzo per “staccare” dall’eccesso di informazioni digitali.

Libri con Added Value
Su tali presupposti si delinea anche la marcata tendenza verso libri pregiati con affinazioni che assicurano ricche esperienze sensoriali. Lo spettro è vastissimo e spazia da lamine lucide, opache o soft touch, vernice spot digitale, stampe di lamine a caldo a uno o più colori, blocchi-libro e copertine con angoli arrotondati a fustellazioni al laser e stampe personalizzate dei bordi di taglio.

Book of One è una realtà
Nonostante i segnali positivi per i prodotti stampati, l’intera catena di creazione del valore del libro si trova comunque di fronte a sfide enormi. In termini di produzione è necessario gestire con efficienza, in un contesto industriale, la tendenza a tirature sempre più ridotte fino alla copia singola, e questo è possibile solo ricorrendo a soluzioni digitali. Ormai si produce solo su richiesta. Nei prossimi anni il magazzinaggio sarà sempre più assorbito dalla produzione.
Da un punto di vista tecnico, tutto questo è già fattibile. E in questo contesto è la stampa digitale a fornire le risposte a lungo termine. Attualmente, il 10% di tutti i libri stampati in Europa viene prodotto in digitale, con una crescita annua del 15% prevista fino al 2022 per le stampe in bianco e nero e a colori (fonte: Western Europe Production Digital Printing, Market Overview Report; Caslon; 2017).
Interessante è la possibilità di produrre libri brossurati o cartonati in tirature singole in un contesto di stampa digitale industriale con sistemi altamente automatizzati come le soluzioni Finishing 4.0 di Müller Martini. Ogni libro può distinguersi per contenuti, volume e formato. Una piena integrazione e messa in rete di tutti i moduli assicura l’efficienza necessaria, nonostante la specificità del prodotto. Il grado di automazione rende la “Mass Customization”, l’adattamento di un prodotto di serie alle esigenze di un cliente, una realtà concreta.

Pubblicazione dinamica
La prossima tendenza che con molta probabilità case editrici e aziende fornitrici di servizi dovranno affrontare è la pubblicazione dinamica, che prevede la preparazione di contenuti variabili rilevanti per determinati gruppi di destinatari o addirittura per singoli lettori. Utilizzando modelli disponibili su piattaforme online, gli utenti potranno accorpare contenuti recuperati da diverse fonti, inclusi propri testi e immagini. I libri fotografici o il self publishing vanno già in questa direzione. Ulteriori possibilità si aprono nei settori relativi a istruzione, viaggi e testi tecnici. La fusione tra digitale e analogico dà quindi vita a forme di utilizzo completamente nuove.

Fonte: Panorama, house organ di Müller Martini

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