L’editoria libraria cresce con le community

3 dicembre 2019
Come sarà il libro del futuro? Quali caratteristiche dovrà avere per catturare l’interesse dei consumatori? Interagendo con le community di lettori, l’editoria innova per incontrare i loro interessi sempre in evoluzione e investe su nuovi prodotti. Importanti, in questo contesto, la flessibilità e l’elevata qualità offerte dalla stampa digitale di libri.
Lo scorso novembre, il Canon Customer Experience Center di Monaco di Baviera ha ospitato la settima edizione del Future Book Forum, che ogni anno richiama gli attori di riferimento del mercato del libro. Il tema del 2019 è stato “Crescere con le community”: intercettare gli interessi delle comunità di lettori e sfruttare le possibilità offerte dalle tecnologie di stampa digitale è infatti fondamentale per intraprendere una strategia di crescita.
Attualmente i lettori si stanno spostando sempre di più verso un consumo digitale dei contenuti. Tuttavia, si prevede che i libri cartacei faranno sempre parte della vita delle future generazioni.
Un primo esempio viene dal mondo della comunicazione, che ha scoperto l’importanza dell’integrazione del digitale con la stampa poiché questa crea un più forte collegamento con il cliente. Parallelamente, nell’editoria libraria la stampa rafforza il rapporto degli editori con le comunità di lettori.
Dietro la scelta di ogni libro c’è una passione, e le passioni uniscono le persone creando comunità. La vicinanza alle community è il più potente mezzo a disposizione degli editori per crescere: conoscere i lettori è fondamentale perché sono la migliore fonte di informazioni e feedback su un prodotto editoriale, attraverso la quale possono essere perfezionati i servizi e le strategie future.

I pilastri delle community
Le community permettono al lettore di vivere un’esperienza collettiva, che coinvolge anche l’editore. Si fondano su tre pilastri, da tenere in considerazione per creare un business model efficace:
- il consumatore, ovvero una audience di riferimento che condivide un interesse specifico, una causa, una passione;
- la collaborazione, ovvero la connessione tra i membri della community, spesso tramite una piattaforma online o con punti d’incontro fisici, talvolta favorita da un brand oppure spontanea, che può concretizzarsi in dibattiti, consigli o creazione condivisa di prodotti;
- il contenuto, ovvero il collante che tiene unita la community, che può prendere la forma di libri, newsletter, eventi, video e tanti altri prodotti e servizi.

La tecnologia al servizio dell’editoria
Le nuove tecnologie supportano gli editori nella creazione di contenuto e nel consolidare la collaborazione con e tra i lettori.In occasione del Future Book Forum 2019 sono stati presentati alcuni casi di innovazione nell’editoria libraria che mostrano come possono essere sfruttate al massimo delle potenzialità le tecnologie disponibili.
Lucas Dietrich, International Editorial Director di Thames& Hudson, ha presentato Volume, una nuova piattaforma editoriale crowdfunding con la quale Thames&Hudson ha la possibilità di sviluppare un contatto diretto con i lettori. A livello tecnologico, Volume utilizza le ultime soluzioni di stampa inkjet Océ VarioPrint i300 e Océ ColorStream 3900. Ogni libro ha la propria community di appassionati: per rivolgersi a determinate nicchie l’editore deve imparare a rispondere ai bisogni di un pubblico più specifico. Le grandi tirature non sono adatte a questi gruppi di lettori, che sono alla ricerca di edizioni particolari e personalizzate.
Jürgen Weder, CEO dell’editore scolastico svizzero Compendio Bildungsmedien, ha presentato invece la collaborazione con la tipografia Edubook. Insieme, grazie a una visione “content first”, le due realtà forniscono al mondo dell’istruzione edizioni personalizzate dagli insegnanti e cross canale, in circa quattro settimane con un minimo di 15 copie.La tecnologia di stampa utilizzata è ColorStream Chromera.
Gesa Schoening, CEO di QualiFiction, ha poi illustrato LiSA (Literature-Screening&Analytic), un software basato sull’intelligenza artificiale che identifica, grazie a un database sulle vendite di oltre 40.000 testi, il potenziale di vendita di un libro in 60 secondi e rappresenta graficamente il risultato. Non si tratta di uno strumento in grado di sostituire l’intervento umano, ma sicuramente contribuisce a rendere il business meno rischioso.
Infine, Arved Huebler, professore presso l’Institute for Print & Media Technology della Chemnitz University of Technology, ha presentato T-book – the tone book: in questo libro “parlante” tutte le connessioni del sistema audio sono stampate (sia offset che inkjet, in bobina e a foglio, su diverse tipologie di carta), senza bisogno di cavi. Questo prodotto è particolarmente adatto, ad esempio, al mondo del lusso, all’editoria per bambini, ai libri fotografici e di ricette.

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