Tiburtini sceglie la nobilitazione digitale di Konica Minolta

27 maggio 2019
Con quasi 60 anni di storia, clienti top e una specializzazione nelle lavorazioni estreme, l’azienda romana installa JETvarnish 3D di Konica Minolta e alza ancora l’asticella.
Nata nel 1960 come legatoria di libri, negli anni ’70 l’azienda si specializza nella produzione di buste e raccoglitori in plastica, portabadge, portadocumenti, sovracopertine protettive per manuali e libri religiosi, contenitori per la filatelia. Le lavorazioni cartotecniche in plastica continuano a crescere, sulla spinta del florido business dell’archivistica e del solido rapporto con pubbliche amministrazioni, editori e grandi gruppi.
Questo sviluppo ha richiesto ai titolari Claudio e Piera De Medici un enorme sforzo organizzativo e di acquisizione di competenze, ma anche una base installata di macchinari estremamente eterogenea. La realtà è quella di un grande “lab” dove coesistono stampa, fustellatura, applicazione di foil a caldo e a freddo, accoppiatura, floccatura, ma anche progettazione 3D parametrica, realizzazione di mock-up multimaterici, assemblaggio e logistica. Un ecosistema in cui oggi si inserisce la nuova MGI JETvarnish 3D.
Dai sample esposti alle lavorazioni in corso nei reparti, si intuisce il livello premium della clientela dell’azienda romana: brand della moda, multinazionali del tabacco, compagnie aeree. Tutti progetti in cui la stampa gioca un ruolo marginale, perché a farla da padrone sono lavorazioni speciali, gli abbinamenti di differenti materiali e talvolta l’applicazione manuale di componenti aggiuntivi, con una predominanza di effetti speciali e nobilitazioni spinte. Che si tratti di un packaging, di un catalogo o di un materiale promozionale, difficilmente un prodotto di Tiburtini non è impreziosito con verniciature spot lucide o opache, o effetti metallescenti. Proprio la verniciatura è tra le pochissime lavorazioni che l’azienda ha finora gestito esternamente, la cui crescente importanza, complessità e frammentazione ha portato alla scelta e all’adozione di un sistema di nobilitazione digitale.
“Già oggi sviluppiamo oltre un milione di passaggi di verniciatura ogni anno, che fin qui abbiamo affidato a fornitori esterni –spiega Claudio De Medici, direttore commerciale e co-titolare di Tiburtini – ma la volontà di essere sempre più flessibili ed efficaci, insieme alla disponibilità di nuove tecnologie inkjet, ci ha indotti a investire per portare in casa anche questa lavorazione”.
Proprio la flessibilità, unita al formato massimo di 364x102 mm e alle performance di JETvarnish – gestisce fino a 2.077 fogli/ora in formato A3 – è la caratteristica che più ha convinto Tiburtini a scegliere la piattaforma proprietaria di Konica Minolta. La configurazione scelta è la “Evolution”, che rappresenta il top di gamma del portfolio di soluzioni MGI e consente di effettuare verniciature sia a tavola piena che spot, anche con spessori elevati per simulare gli effetti di embossing. La macchina è inoltre dotata del modulo di iFoil L per la laminazione a caldo.
“Pensando alla tecnologia digitale giusta per noi, abbiamo cercato di ragionare con freddezza, analizzando con cura il nostro flusso di lavoro e cercando di ottenere la massima efficienza e i migliori vantaggi operativi in ogni area”, chiarisce De Medici.
Uno dei plus che il team di Tiburtini sembra aver apprezzato maggiormente è l’abbinamento tra l’unità AIS SmartScanner integrato e l’interfaccia utente: se il primo è in grado di rilevare bordi, forme, caratteri e altri elementi vettoriali presenti nell’immagine, trasformandoli rapidamente in tracciati di verniciatura, la seconda consente all’operatore di modificare le aree da verniciare, variare gli spessori, cambiare tipo di foil e ottenere così infinite varianti di uno stesso lavoro. Senza modificare il PDF nativo e senza passaggi multipli dalla prestampa. Inoltre JETvarnish utilizza un solo tipo di fluido, sia per la semplice lucidatura che per la verniciatura ad alto spessore, consentendo il passaggio da un’applicazione all’altra senza sostituire i serbatoi del consumabile e senza sprechi. La versione adottata dall’azienda romana è poi abilitata alla gestione automatizzata del dato variabile, che consente di applicare le best practice del 1:1 marketing alla nobilitazione.
“Se piattaforme più rigide si adattano meglio a flussi di lavoro standard, in JETvarnish abbiamo trovato un vero strumento creativo, in grado di asservirsi con flessibilità alle nostre esigenze di flessibiltà estrema”, conclude De Medici. Scelta da decine di operatori del printing in tutta Europa, non solo etichettifici, ma anche tipografie a caccia di nuove opportunità di business e operatori specializzati nella stampa online.
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