Carta made in Italy, esempio unico di economia circolare

12 maggio 2017
La gestione sostenibile delle foreste rappresenta un tema centrale per l’industria cartaria italiana, la quale utilizza legname proveniente da foreste certificate e gestite con un metodo che ne garantisce la rigenerazione.
Assocarta, l’Associazione imprenditoriale di categoria che aggrega, rappresenta e tutela le aziende che producono in Italia carta, cartoni e paste per carta, ha ribadito l'impegno dell’industria cartaria italiana nella gestione sostenibile delle foreste, che in Europa sono cresciute negli ultimi 10 anni di 44.000 Km2, un’estensione pari a due volte la regione Lombardia. Le cartiere italiane contribuiscono a tale crescita utilizzando legname proveniente da foreste certificate e gestite con un metodo sostenibile che le preserva nel tempo.
Il 75% della cellulosa vergine utilizzata per produrre carta proviene da legname ottenuto non solo da foreste gestite in modo sostenibile, ma anche dallo sfoltimento degli alberi necessario a conservare le foreste in salute e dai residui generati da altri usi del legno.
La materia prima proviene inoltre da piantagioni forestali, essenziali per soddisfare la crescente richiesta di prodotti forestali.
Sebbene l’industria cartaria sia un utilizzatore minore di legno, infatti solo il 13% del legno utilizzato al mondo è destinato alla produzione della carta, è il settore che in proporzione ha investito di più in materie prime provenienti da foreste gestite in maniera sostenibile.
Le cartiere italiane producono un materiale, la carta, che per sua natura è sostenibile provenendo da una materia prima naturale, rinnovabile e certificata, che viene più volte riciclata per produrre nuova carta. In Italia, su ogni 100 tonnellate di carta prodotta, oltre il 50% proviene infatti da carta da riciclare.
Partendo da un materiale rinnovabile, riciclabile ed effettivamente riciclato, l’industria cartaria va nella direzione dell’economia circolare indicata dalla Commissione Europea e al contempo cerca di migliorare la propria competitività sui mercati europei e globali.

IL RICICLO DELLA CARTA
UNIRIMA, l’Associazione Nazionale delle Imprese che Recuperano e Riciclano Macero, aderente a FISE Unire, la quale rappresenta a livello nazionale e comunitario le imprese che gestiscono attività di recupero e riciclaggio dei rifiuti, sostiene che l’esportazione dei materiali raccolti grazie alle raccolte differenziate e alle raccolte di maceri industriali ha oggi un ruolo fondamentale per l’equilibrio ambientale ed economico del settore, al punto che sarebbe impensabile non ricorrere a tale canale. A differenza della domanda interna, soggetta a oscillazioni più o meno forti, le raccolte differenziate presentano un trend in continuo aumento e necessitano quindi di canali di sbocco certi e costanti, al fine di non incorrere in gravi scompensi.
Si tratta di una necessità ambientale, in quanto il sistema delle cartiere italiane non è in grado di riutilizzare tutto il macero raccolto in Italia e quindi, tutti gli anni, dei circa 6,5 milioni di tonnellate di maceri raccolti dobbiamo esportarne oltre 1,5 milioni, di cui il nostro sistema produttivo non ha bisogno e che non sarebbe possibile utilizzare come materia prima in Italia.
Le considerazioni apparse sulla stampa, volte a condizionare la circolazione dei materiali, vengono fatte solo oggi in concomitanza ad un incremento dei prezzi dei maceri che non colpisce, ovviamente, solo le cartiere italiane. Meglio sarebbe, piuttosto che invocare interventi protezionistici sull’export (che avrebbero la durata di una stagione, vista la oggettiva necessità di esportare) cercare di stimolare interventi legislativi che mettano le nostre imprese, nel loro complesso, in condizione di competere con il mercato globale, creando le condizioni per il loro sviluppo industriale.
Il settore della carta è consapevole che il mercato delle carte da riciclare è un mercato globale e ben conosce la concorrenza internazionale sui mercati internazionali con riferimento alla produzione cartaria. Più di 180 milioni di tonnellate di carta da riciclare sono impiegate nel mondo e la produzione di carta è di circa 400 milioni di tonnellate.
Le norme europee e nazionale prevedono, anche per quanto concerne l'esportazione, una serie di criteri da osservare. Ad esempio, l'art. 12 del regolamento UE n. 1013/2006 sui movimenti transfrontalieri dei rifiuti prevede che l'operazione di recupero nel Paese di destinazione sia effettuato con modalità equivalenti a quelle previste dal Paese di spedizione.
L'art. 181 del TUE, con riferimento ai rifiuti da raccolta differenziata, fa riferimento alla loro libera circolazione, ma indica anche il fine di favorire il più possibile il recupero privilegiando il principio di prossimità agli impianti di recupero.
Infine, l'art. 16 del Collegato Ambientale (legge n. 221/2015) indica, nelle procedure di evidenza pubblica, l'esigenza di tener conto dei consumi di energia e delle risorse naturali [...] con l'obiettivo strategico di un uso più efficiente delle risorse e di un'economia circolare che promuova ambiente e occupazione.
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