Il rapporto Fieg, Federazione degli editori, "La Stampa in Italia 2010-2012", segnala oltre al calo dei ricavi, della pubblicità e delle copie vendute (1 milione di copie perse in cinque anni) anche, per la prima volta, una flessione dei lettori. Solo da Internet arriva qualche segnale positivo, pur insufficiente a controbilanciare i risultati negativi dei comparti tradizionali.
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Giulio Anselmi, presidente della Federazione: "Il 2012 è il quinto anno consecutivo che si chiude con dati negativi per il settore - ha detto Anselmi - I quotidiani hanno registrato una flessione delle copie vendute del 6,6%, i settimanali del 6,4% e i mensili dell’8,9%. Negli ultimi cinque anni i quotidiani hanno perso il 22% delle copie, più di un milione di persone ha smesso di comprare ogni mattina il proprio giornale".
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Internet è l’unico mezzo su cui cresce la pubblicità nel 2012 (+5,3%, da 631 a 664 milioni). I ricavi da editoria online sono in costante crescita e nei gruppi di maggiori dimensioni la loro incidenza sul fatturato complessivo ha superato la soglia del 5,5%. Le prime rilevazioni della diffusione delle copie digitali di quotidiani e periodici mostrano una vendita di copie digitali già significativa, di oltre 185mila copie al giorno.
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