Analizzando i risultati dei singoli settori, per i costruttori di macchine grafiche, cartotecniche e per il converting si rilevano dati positivi su fatturato interno e ordini interni, segno di una ripresa del mercato domestico, ovvero di un consolidamento rispetto al semestre precedente che già indicava dati di questo tipo. Anche gli ordini esteri seguono una preponderanza di incremento che presumibilmente si tradurrà in fatturato nel breve. Da notare sul consecutivo secondo trimestre 2015 le bassissime percentuali che indicano una flessione su tutti gli indicatori. Addirittura nessuno indica la flessione del fatturato estero. L'occupazione vede una prevalenza della componente stabilità.
A livello previsionale, sul terzo trimestre 2015, si vede una preponderanza dell'indice di stabilità sulla totalità degli indicatori. Sul previsionale le percentuali legate alla componente flessione peggiorano leggermente rispetto al consolidato del secondo trimestre, ma si noti come gli ordini esteri in flessione si attestino al 5% (percentuale molto bassa), così come l’occupazione.
Il campione di imprese produttrici di carte e cartoni (che rappresenta il 69% del fatturato dell’intero settore) fa evidenziare risultati a consuntivo del secondo trimestre 2015 in netto miglioramento rispetto alla prima parte dell’anno, che appare questa volta maggiormente trainato da una migliore intonazione degli indicatori interni. Sempre caute le previsioni sul terzo trimestre 2015 dove però torna in risalto il ruolo trainante dei mercati esteri. Il quadro descritto dai consuntivi del secondo trimestre 2015 evidenzia un’intonazione complessivamente positiva con riferimento a tutte le variabili osservate: in generale la quota di coloro che dichiarano una stabilità sui livelli del trimestre precedente è minoritaria rispetto ai risultati positivi sia per fatturato che per ordini e il bilancio tra aumenti e riduzioni risulta sempre positivo. Occorre segnalare che comunque i risultati migliori sono questa volta visibili per le componenti interne: il 47% dichiara aumenti a fronte del 25% di indicazioni di riduzione per il fatturato e 47% contro 19% per gli ordini. Meno accentuata la prevalenza di giudizi positivi per le componenti estere: il saldo tra attese di aumento e quelle di riduzione è del 3% per il fatturato, del 10% per gli ordini. L’occupazione è riferita stabile dal 78% degli interpellati, in aumento dal 19%, in calo dal restante 3%.
Anche il quadro previsivo sul terzo trimestre 2015 resta improntato all’ottimismo, anche se più moderato e cauto di quello rilevato nell’indagine precedente sul primo trimestre. La maggioranza delle attese si addensa sulla stabilità (tra il 60 e il 70% del campione), ma si delineano meglio le posizioni pessimistiche e quelle ottimistiche che comunque, anche in questo caso, sembrano prevalere per entrambe le componenti del fatturato e per la domanda estera. Maggiori le cautele sugli ordini interni per cui la quota di ottimisti equivale a quella dei pessimisti (18%). Da rilevare il ritorno dell’attenzione sul ruolo trainante dei mercati esteri. Le attese sull’occupazione si addensano su una sostanziale stabilità (94% del campione), con la parte restante orientata all’ottimismo.
Nel secondo trimestre 2015 le valutazioni delle aziende grafiche indicano una stabilizzazione rispetto al trimestre precedente, risultando leggermente negative sul fronte interno e meglio intonate su quello estero, in cui quadro di domanda complicato nell’area editoriale e, in misura minore, in quella pubblicitaria-commerciale; ciò è collegato alle persistenti difficoltà del mercato dell’advertising, a fronte di una ancora modesta ma positiva ripartenza dei consumi. Specificamente, sul fronte interno, le imprese che segnalano una diminuzione del fatturato e degli ordini interni, rispetto al primo trimestre 2015, sono di 7 punti maggiori di quelle che mostrano un aumento (33% contro 40%), con la stabilità al 27%. Sul fronte del fatturato e degli ordini esteri, gli ottimisti (42%) superano invece di 17 punti i pessimisti (25%). Stabile l’occupazione nella maggioranza (47%) delle imprese, ridotta nel 33% e accresciuta nel 20% delle aziende.
Nel terzo trimestre 2015, rispetto al trimestre precedente, il clima di opinioni delle imprese grafiche è caratterizzato da una prevalente stabilità con qualche indicazione di pessimismo, sia sul lato nazionale, sia su quello estero. Su fatturato e ordini interni, pur prevalendo la stabilità in circa metà del campione, restano tante le imprese che si attendono una flessione rispetto al trimestre precedente (30-40%) e si riducono intorno al 10- 20% le aziende che si aspettano un incremento. In peggioramento anche l’andamento del fatturato e degli ordini esteri, con 6 aziende su 10 stabili, 3 su 10 pessimiste e una sola su 10 ottimista. Resta moderatamente negativo il saldo sull’occupazione, che seppure stazionaria nel 73% dei casi, è annunciata in calo nel 20% delle imprese e in aumento solo nel 7% delle stesse.
Le imprese cartotecniche trasformatrici, nel secondo trimestre 2015, dopo una partenza d’anno caratterizzata da una leggera difficoltà settoriale rispetto ai positivi risultati del 2014, sembrano risentire del miglioramento del contesto macroeconomico, segnalando opinioni ottimistiche sul fronte interno, a fronte però di un discreto pessimismo su quello estero. In confronto con il primo trimestre 2015, sul fatturato interno e sugli ordini interni i casi di aumento (40-50%) superano nettamente quelli di diminuzione (20-30%). Negativo invece il saldo sul fatturato estero, caratterizzato da metà del campione stabile ma ben il 42% di pessimisti, e simile è il risultato sugli ordini esteri, su cui il 58% delle aziende evidenzia una stabilità, con un 25% in negativo. I giudizi sull’occupazione sono contrassegnati dalla perfetta stabilità nel 72% delle imprese, con percentuali di aumento e di diminuzione identiche al 14%.
Le attese sul terzo trimestre 2015, rispetto al trimestre precedente, si stabilizzano nettamente sia sull’Italia, sia sull’estero. Il fatturato interno e gli ordini interni sono stazionari nell’80-85% dei casi, in crescita nel 10-15% ed in calo in meno del 10% dei casi. La stabilità è perfetta nel caso di fatturato ed ordini esteri, nell’84%delle imprese, con un identico 8% di aziende che si attendono un incremento oppure un calo. Stazionarie anche le attese sull’occupazione: la stabilità vince nel 65% dei casi, con un 21% di aziende che indica una flessione e un 14% che indica un incremento.