Gallus, il potere della flessibilità per sfidare il futuro

15 gennaio 2021
Andrea Citernesi, Business Driver Gallus – Heidelberg Italia, parla dell’anno trascorso e racconta gli sviluppi già in atto e quelli che verranno sulle macchine da stampa del costruttore svizzero, che conta oggi un’ampia gamma di tecnologie destinate a differenti esigenze di produzione.
Considerando le difficoltà del momento, che anno è stato il 2020 per Gallus?
Se parliamo in termini di vendite è stato un anno incredibile, siamo particolarmente soddisfatti perché tutte le trattative in essere, che avevamo iniziato in tempo pre-Covid, si sono concluse in modo positivo. Naturalmente, dobbiamo considerare dei ritardi di qualche mese nelle decisioni definitive, dovuti al panico iniziale, ma poi superato il momento tutto è proseguito con successo. Questo è sintomatico della volontà di ripresa del mercato, nei mesi successivi di lockdown totale a marzo e aprile tanti nostri clienti hanno recuperato il fatturato perso e non si sono scoraggiati.
Altri hanno addirittura aumentato il loro business. Infine, ci sono stati coloro che hanno compreso il vantaggio di sfruttare gli incentivi proprio in questo momento. Speriamo che tale approccio prosegua anche il prossimo anno, in quanto il mercato dell’etichetta è legato in massima parte alla domanda dei beni di prima necessità e per questo ha risentito meno dell’arresto subìto da altri settori.

Quali sono le principali soluzioni che Gallus oggi offre al mercato?
La soluzione best seller di quest’anno è sicuramente la Labelmaster, che è stata presentata tre anni fa a Labelexpo come prototipo ed è stata lanciata ufficialmente lo scorso anno. In Italia ne sono state vendute oltre 10 unità, che rappresenta un successo di vendite in poco tempo. Si tratta di una macchina flexo a cui è possibile aggiungere gruppi serigrafici, laminazioni a freddo o a caldo e tutti gli accessori per lavorazioni speciali.
Proprio questa modularità è stata l’arma vincente della Labelmaster, il fatto di poter configurare la macchina a seconda delle esigenze del momento, attuali e future. Ne deriva un vantaggio di costo, che varia in base alle configurazioni. Un altro cavallo di battaglia della gamma Gallus è la ECS 340, disponibile sul mercato da anni, ma con un trend stabile. Anche questa è completamente configurabile.
Per quanto riguarda invece le tecnologie offset, la punta di diamante è la storica TCS 250, ideale per le etichette da vino. Continua ad attirare l’interesse di quei clienti che hanno un approccio industriale alla produzione di etichette da vino di alta qualità, sia in ambito stampa che nobilitazione. Per coloro, invece, che hanno esigenze di grandi produttività, Gallus propone la RCS 430, una macchina rotativa offset per etichette integrabile con qualsiasi tipologia di stampa – offset, flexo, serigrafico e rotocalco – e con tutte le opzioni di nobilitazione, come lamina a caldo, a freddo, verniciatura, dati variabili ecc. Ovviamente questa macchina è ideale per una fascia di clientela medio-alta per realizzazioni sempre al top di gamma.
In ambito digitale, prosegue il successo della Labelfire e oggi siamo arrivati a 7 macchine vendute in Italia, l’ultima delle quali sarà installata a gennaio presso Artes, che ha già una prima di questo tipo.
È un progetto importante per Heidelberg e Gallus, perché la produttività e la qualità di stampa sono le due caratteristiche che la rendono molto interessante per i nostri clienti. Inoltre, il suo sviluppo è in continua evoluzione e vedremo degli aggiornamenti anche prossimamente, ad esempio in termini di banda più larga. La Labelfire è l’unica al mondo in grado di stampare con inchiostri low migration ad una risoluzione di 1200x1200 dpi. Questa tipologia di inchiostri è stata sviluppata in collaborazione con i laboratori di ricerca e naturalmente sono state tenute in considerazione le restrizioni e le normative sulla stampa food contact. Attualmente sono già state opzionate tre macchine in versione low migration. La prima azienda in Italia a installare questa configurazione sarà Pilot Italia. Sicuramente, nei prossimi anni la low migration sarà un tema che molti stampatori di etichette si vedranno costretti ad affrontare. Questo tipo di applicazione sugli alimenti elimina molte problematiche legate alle contaminazioni. Dato che il digitale è il futuro delle etichette, la direzione è quella giusta. Poter dotarsi di una macchina che, in qualsiasi momento, può essere aggiornata è importantissimo, perché diversamente si dovrebbe cambiare l’intero sistema. In questo senso il digitale è estremamente flessibile. Sulla Labelfire è stato investito molto, in termini di risorse e tempo, ma oggi stiamo avendo un ritorno di interesse da parte dei clienti e possiamo dire di aver centrato gli obiettivi.

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